Prior Geral: Felicitações Pascais 2018

Carissimi confratelli, amici e collaboratori,

La Pasqua di risurrezione è all’orizzonte, è ormai alle porte. Come famiglia religiosa stiamo vivendo l’anno della santità, invogliati dalle parole di Paolo: “il Signore ci ha creati per essere santi nell’amore”; per questo e non per altro!

Nelle parole che aprono il triduo pasquale Gesù fa capire come lui ama e come vorrebbe che noi amassimo: “Gesù, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine” (Gv 13,1). Se è vero che l’amore è al cuore della santità, è anche vero che l’amore che Gesù manifesta è quello capace di andare fino in fondo, fino all’estremo, cioè fino al dono totale di se stessi. Ecco perché quando la misura dell’amore è amare fino al sacrificio di se stessi, questo amore è divino, è manifestazione dell’amore del Padre. Solo Dio sa amare così. Per questo la croce diventa “il trono di gloria”, luogo teologico della rivelazione della Trinità.

Il sacrificio, in questo contesto, apartiene proprio alla natura dell’amore. L’amore cristiano è agape ovvero amore sofferto perchè va fino al dono di se stessi e questo comporterà sempre uno strappo al nostro egoismo. Possiamo dire che la croce, come il fuoco, esalta l’amore autentico e lo differenzia dai falsi amori. Vive un amore vero chi è capace di non arrestarsi davanti al sacrificio che comporta la donazione di sè al Signore perché l’altro viva. L’amore cristiano è sempre un amore pasquale.

È proprio il senso del pensiero del nostro S. Padre Agostino quando ci ricorda che l’amore ha proprio questo di particolare: cammina sempre insieme al dolore. Infatti amare e donarci non ci è spontaneo, semplice o connaturale. Darsi sarà sempre frutto di una scelta decisa, coraggiosa e una conquista di tutti i giorni. Un amore così è attraente. Si capiscono meglio le parole di Gesù: “Quando sarò elevato da terra [sulla croce], attirerò tutti a me” (Gv 12,32). Sì, l’amore-donazione attrae; attrae sempre e attrae tutti. Ha attratto anche noi. La nostra vocazione è frutto di questo essere stati attratti, sedotti dall’amore di Dio. Ci ricorda Papa Francesco: “Se, come afferma il S. P. Agostino, noi non amiamo se non ciò che è bello, il Figlio fatto uomo, rivelazione della infinita bellezza, è sommamente amabile, e ci attrae a sè con legami d’amore” (EG.167).

“Santi nell’amore”: un amore capace di andare fino alla fine; non solo fino alla “fine” nel senso temporale, ma fino in fondo, con piena, cioè con tutto se stessi (cuore, intelligenza, energia…). Questo amore è più forte della morte perché vince la morte.

Buona Pasqua ed un abbraccio fraterno a ciascuno.

Roma, 19 marzo 2018.
Festa di S. Giuseppe, Patrono dell’Ordine.

P. Doriano Ceteroni
Priore Generale

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