Prior Geral: Homilia de abertura do LXXVIII Capítulo Geral

Nell’ultima congregazione plenaria avvenuta nel contesto delle celebrazioni del Santo Padre Agostino (28 agosto 2016 ndr) sono state decise le date di questo 78° capitolo generale. Oggi è la Festa della conversione del S. P. Agostino, festa dell’inizio della vita nuova di convertito. Conversione avvenuta, così come ci narra nel capitolo 9 delle Confessioni, quando non volle più quello che desiderava ma ciò che Gesù voleva nei suoi riguardi. La frase che fu il colpo di grazia venne dalla lettera di San Paolo ai Romani che abbiamo sentito: non nel crapule, non nelle contese, non nelle impudicizie…..ma rivestitevi del Signore Gesù. Rivestirsi di Gesù Cristo, avere i suoi stessi sentimenti questo era il suo programma. E’ anche il programma che ciascuno di noi intende proporsi con la sua consacrazione.

Il Religioso è il consacrato a Cristo, quando si vuole definire il sacerdote si usa dire alter Christus. Cristo è la nostra definizione. In questo Capitolo Generale siamo chiamati come Ordine – e così vale per tutti gli altri istituti – a fare delle scelte mirate e coraggiose che partono da un serio discernimento. Oggi la vita consacrata è molto in crisi. Papa Francesco a gennaio 2017, incontrando la plenaria della Congregazione per gli istituti di vita consacrata, affrontava il tema della verifica delle cause di tanti abbandoni (ogni anno la Congregazione concede 3000 dispense di voti perpetui). Si parlava di emorragia. Come tamponare ma anche come ravvivare, come dare nuove motivazioni alla vita consacrata perché ciascuno la viva con fedeltà? Siamo chiamati a riflettere insieme sulle cause di ciò che avviene all’interno dell’Ordine.

Compiremo questo discernimento cominciando a metterci in ascolto della Parola di Dio, del Progetto che Dio ha su di noi. Possiamo dire intanto che il primo progetto di Dio su di noi alla luce dei 425 anni trascorsi è che Lui ci vuole nella sua chiesa. Abbiamo rischiato più volte l’estinzione nella nostra storia. Basta ricordare le soppressioni ad esempio. Ora viviamo in realtà nuove come il Brasile, le Filippine e in molti altri luoghi. Dobbiamo ascoltare cosa vuole il Signore da noi, visto che ci mantiene nella Chiesa.

Il Capitolo Generale ha inizio nella festa della Conversione mi è sembrato logico scegliere la frase di Agostino che è nel libro 8 delle costituzioni in cui descrive ciò che Dio ha compiuto in lui. Le parole scelte da Agostino mettono in risalto sia l’azione di Dio, sia l’azione nostra di tutti i giorni: non ti allontanare mai da noi Signore perché noi stentiamo a tornare. Il Signore non si allontana mai da noi per questo Agostino dice: agisci, svegliaci, richiamaci, accendi e rapisci, ardi e sii dolce. Se il Signore non da la sua grazia, la sua luce, il suo calore per il cuore, noi non possiamo far niente.

Rimane sempre vero quello che dice il Salmista: se il Signore non costruisce la città invano si affaticano i costruttori. Con Agostino bussiamo fortemente al cuore di Dio: Signore agisci! Svegliaci che a volte dormiamo, richiamaci, accendi, rapisci, ardi, sii dolce. Ponendoci in ascolto del richiamo di Dio, sentendo forte l’ansia con cui Agostino diceva queste parole ci disponiamo a dare la nostra risposta espressa dai due verbi. Amiamo e Corriamo Amiamo: la nostra prima risposta è amare. Non siamo un’azienda, una società per azioni. La nostra è una comunità religiosa.

Al cuore di questa piccola chiesa che è la comunità cii sia l’azione dell’amore. Chi non ama è privo di motivazioni per osservare la legge di Dio. Dall’azione di Dio discende la nostra prima risposta: amare. Non ameremo mai abbastanza. Una volta che ci impegniamo ad amare, viene da sé che corriamo. Magari zoppichiamo, camminiamo lenti ma sempre Agostino dice: meglio uno zoppo che cammina per la strada che uno sano che corre fuori strada. Mettiamoci in cammino nella direzione giusta, cercando di sostenerci a vicenda. Siamo animati dalla stessa chiamata di Dio, dalla volontà di rispondere con amore. Una mano lava l’altra e tutte e due lavano il viso. Cerchiamo di lavarci i piedi reciprocamente. Cerchiamo di muoverci in un orizzonte di fede e non umano. Qui non ci deve essere chi difende um progetto personale ma un progetto di Dio su di noi. Insieme dobbiamo fare questo lavoro di verifica, sostenerci, dare il nostro contributo attraverso l’intelligenza di tutti, in modo da contribuire a questa storia luminosa di cui facciamo parte.

Accogliamo con grande pace e rispetto il contributo di tutto ma in primis quello che la Parola di Dio vorrà dirci. Insieme scopriremo che cosa il Signore ha in serbo per noi per poi condividerlo con gli altri cercando di aiutarli a tradurlo con direttive perché si muovano secondo quelle indicazioni con umiltà e audacia nella loro vita di tutti i giorni. Affidiamo i nostri lavori all’intercessione del Santo Padre Agostino, di tutti i santi dell’Ordine, del ven. P. Nicolucci, del P. Carlo Giacinto di cui ieri ricorreva l’anniversario della morte, fra Santo di San Domenico; i servi di Dio tra cui Fra Luigi Chmel di cui è in corso il processo di canonizzazione. Affidiamo a loro e in particolare al cuore di Maria Madre del Buon Consiglio e di Consolazione, ella ci saprà sempre incoraggiare, difendere, custodire, consolare, rilanciare in un cammino sempre
bello. Il monito, il consiglio è sempre quello che diede alle Nozze di Cana: fate quello che Vi dirà. Lo Spirito Santo ci confermi.

Messa di apertura del Capitolo Generale, Toledo (PR), 24 aprile 2017, Conversione del S. Padre Agostino.

Frei Gabriel Ferlisi
Prior Geral

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